La campagna
Mirasole
e Montalbano hanno una superficie coltivata a:
60% riso
20% mais
10% soia
10% prati ed erbai
Le
varietà di riso coltivato sono in genere l’Arborio, il
Carnaroli,
il Selenio,
il
thaibonnet ed
il Volano.
La produzione viene venduta grezza (risone) all’industria per uso
alimentare, e una piccola
quantità viene fatta lavorare e venduta direttamente nello
spaccio aziendale.
Il
mais viene utilizzato ad uso zootecnico interno nell’alimentazione
della
stalla.
La
soia invece viene venduta alle industrie di trasformazione, che ne
ottengono
olio alimentare.
LA
LAVORAZIONE DEL RISO
dal
seme alla tavola
Ogni
anno a primavera, iniziano i lavori di preparazione delle risaie,
cioè‚ dei
terreni in cui verrà seminato il riso: si rivolta il terreno con
l'aratro perché
affiori in grandi zolle la terra fresca. Le zolle vengono sbriciolate e
livellate con l'erpice: si procede quindi alla concimazione, per ridare
alla
terra gli elementi nutritivi necessari alla crescita delle piante.
Spianate
e concimate le risaie, si immette l'acqua che, attinta da canali (quali
il
Naviglio), entra nelle risaie: i semi vi verranno sparsi da macchine
seminatrici, trainate da trattori muniti di particolari ruote dentate
di ferro.
L'acqua è indispensabile per difendere dalle basse temperature
notturne i semi
che devono germogliare e poi le pianticelle cui quei semi daranno vita.
La
coltura in immersione richiede un controllo del livello dell'acqua
durante il
ciclo vegetativo.
In
giugno si procede alla monda delle risaie dalle erbe che sottraggono
nutrimento
al riso, operazione cui erano addette le
mondine impiegate anche per il trapianto.
Quando
le piantine di riso sono abbastanza cresciute si deve procedere al
diserbo,
ossia alle operazioni necessarie per estirpare le erbe infestanti.
Dopo
il diserbo la pianticella del riso continua a crescere, fino a quando
fiorisce e
forma successivamente la pannocchia che maturerà lentamente in
agosto o
settembre.
Macchine
gigantesche chiamate mietitrebbiatrici entrano nella risaia e con
grande rapidità
tagliano gli steli, raccolgono le pannocchie e tolgono loro tutti i
granelli
versandoli nell'apposito serbatoio dal quale verranno trasferiti ai
silos di
essiccazione.
L'essiccatoio
è l'impianto a cui compete la funzione di ridurre
l'umidità del chicco affinché
si conservi a lungo senza ammuffire né alterarsi.
Il
riso venduto al consumo non deve avere per legge un tasso di
umidità superiore
al 14%: il riso greggio essiccato viene conservato in silos fino alla
commercializzazione.
E'
opportuno che ogni ciclo di risaia non duri più di 5 anni nei
terreni torbosi.
Nei nostri terreni, di tipo medio impasto tendente all’argilloso,
vengono
applicati piani di rotazione quadriennali. Ossia viene seminato riso
per due
anni consecutivi, seguiti da 1 anno di soia e uno di mais, per poi
ricominciare
col riso. Questo per dar modo al terreno di “ristrutturarsi” e ottenere
un
contenimento naturale delle infestanti tipiche della risaia, quali
piperacee,
graminacee, eterantera e soprattutto riso crodo. Nei nostri terreni
viene
applicata da diversi anni la cosiddetta “lotta integrata” (legge 2078),
che
prevede, oltre alla suddetta rotazione dei terreni, un uso
disciplinato,
selettivo ed attento di concimi e diserbanti, che avvicina molto la
produzione
alle tecniche della coltivazione biologica.
Le
varietà di riso di tipo Japonica sono le più indicate nei
terreni
torbosi-organici: si dividono in Arborio
, Baldo,
Argo, Volano.
Nei
terreni poco organici o argillosi come i nostri la scelta varietale
può essere
più ampia, essendo oggi in coltivazione in Italia oltre 40
varietà di tipo
Japonica. Tra di esse si distingue per caratteristiche di pregio
organolettico
la varietà Carnaroli.
Tra le varietà del tipo Indica quella che meglio si adatta a tutti i terreni è la varietà Thaibonnet.
Il
periodo di semina del riso può andare dal 20 aprile al 20
maggio: non è
consigliabile seminare prima per evitare ritorni di freddo che
prolungherebbero
il tempo di germinazione, e neppure troppo tardivamente per evitare -
in
particolar modo con varietà a ciclo lungo - che la fioritura e
la fecondazione
cadano dopo la metà agosto, periodo nel quale sono probabili
abbassamenti di
temperatura causati da fenomeni temporaleschi.
La
semina può essere effettuata in acqua a caduta libera o in
asciutta su terreno
lavorato con immediata sommersione oppure con seme interrato, su
terreno sodo o
lavorato, allagato successivamente dopo 30-35 giorni.
La
semina in acqua deve essere effettuata subito dopo l'allagamento delle
piane -
non bisogna invecchiare le acque - per evitare l'insorgenza di
parassiti o lo
sviluppo di alghe.
Il
seme deve essere preventivamente ammollato per un periodo non superiore
alle 48
ore per evitare un eccessivo allungamento del germinello e la sua
possibile
rottura durante la semina meccanica.
La
semina in acqua va preferibilmente effettuata con un livello di 5-6 cm.
La
semina in asciutta con seme interrato va effettuata su terreno
finemente
lavorato: può essere anticipata anche di 10 giorni rispetto a
quella in acqua.
Dopo
la semina, se non sono previste piogge, è opportuno effettuare
allagamenti
temporanei. Occorre evitare la formazione di crosta sul terreno che
influisce
negativamente sull'emergenza delle piantine. Tale fenomeno non si
verifica nei
terreni prevalentemente sabbiosi.
Per
quanto riguarda la semina interrata su terreno sodo, anch'essa
può essere
anticipata di circa 10 giorni rispetto a quella in acqua. Con semina in
asciutta, sia su terreno lavorato che sodo, si dovrà aver cura
di deporre il
seme ad una profondità di 1 cm (massimo 2) per non incorrere in
problemi di
emergenza.
Anche
la semina interrata su sodo beneficia di condizioni di umidità
del terreno,
pertanto se questo fosse particolarmente asciutto e se non fossero
previste
piogge, è opportuno effettuare leggere annaffiate con ridotti
volumi di
adacquamento.
La
sommersione definitiva nel caso di seme interrato su terreno sodo o
lavorato
normalmente avviene dopo 30-35 giorni dalla semina.
Il
quantitativo di seme va commisurato all'epoca di semina - più
anticipata,
maggiore è la dose - all'età della risaia - meno
produttiva nel corso degli
anni - alle caratteristiche di accestimento delle singole
varietà e al peso di
1000 semi.
La
raccolta del Riso deve essere effettuata al giusto grado di maturazione.
L'operazione
di mietitrebbiatura va eseguita nei tempi corretti, cercando di ridurre
al
minimo da un lato le possibili perdite e dall'altro le lesioni alle
cariossidi:
a questo riguardo risulta determinante una buona regolazione degli
elementi
trebbianti quali la velocità di rotazione del battitore e la
distanza fra
battitore e controbattitore. Tanto la regolazione della distanza fra
battitore e
controbattitore quanto la velocità di rotazione vanno regolate
in funzione
dell'umidità della granella passando da un basso numero di giri
ed una distanza
elevata fra gli elementi trebbianti, ad un numero di giri più
elevati e
distanze più contenute a mano a mano che l'umidità del
riso diminuisce.
Il
periodo che intercorre dalla raccolta all'essiccazione deve essere il
più
ridotto possibile onde evitare fenomeni di fermentazione del riso
ancora verde.
Il
riso prima di essere avviato all'essiccazione deve essere sottoposto a
un
trattamento di prepulitura, per ridurne la massa e per favorire un
miglioramento
dei passaggi nell'impianto. Si opera con aspirazione e valli adeguati.
Il
riso greggio è detto "risone". I granelli di risone hanno colore
marrone chiaro e sono ricoperti da un guscio duro, ruvido, che si
chiama
"lolla": è una scorza che ricopre il granello, una sostanza
essenzialmente lignea che viene adoperata quale combustibile nelle
stesse
riserie, per produrre energia motrice; oppure serve a costruire filtri
per
purificare le acque inquinate o particolari mattonelle isolanti dei
rumori.
Per
diventare commestibili, i granelli devono essere sgusciati, ossia
liberati della
"lolla". Nei tempi antichi lo sgusciamento veniva ottenuto pestando
con un bastone di legno il risone in un mortaio pure di legno. Sotto i
colpi del
bastone, la "lolla" si desquama, liberando il chicco di riso che
può
così essere macinato e cotto.
Oggi
il risone viene nettato dalle impurità rimaste mischiate ai
granelli anche dopo
i passaggi nella mietitrebbiatrice e nell'essiccatoio. Poi viene
avviato alle
macchine che lo liberano della lolla, grazie all'azione abrasiva di
mole rotanti
a forte velocità.
Il
risone, di colore giallastro, si presenta protetto da una specie di
corazza,
formata dalle glumelle. Inizialmente viene effettuata l'operazione di
pulitura :
mediante ventilazione si eliminano i semi di altre piante, i residui
della
raccolta ed eventuali materie estranee. Segue la sbramatura: per mezzo
di
decorticatori vengono tolte le glumelle, che vanno a costituire la
lolla. Il
riso viene messo in macchine in grado di separare i grani di spessore
diverso;
vengono così eliminati i chicchi non formati completamente, o
non ancora
maturi.
Da
questa fase si ottiene il riso integrale, o semigreggio, di colore
scuro ,
ancora avvolto da pellicole cellulari ricche di grassi, i quali ne
rendono
difficile la conservazione, perché si alterano rapidamente
trasformandosi in
acidi grassi e glicerina.
E'
necessario conservare il riso integrale sotto vuoto, o consumarlo in
tempi
brevi, in modo da evitare l'irrancidimento. La successiva operazione
è la
sbiancatura, consiste nel far passare tre o quattro volte il riso nelle
sbiancatrici, macchine dotate di superfici abrasive rotanti. I chicchi
vengono
privati del loro ultimo rivestimento e si ottiene il riso mercantile e,
come
sottoprodotto, la pula.
Il
riso raffinato può ancora essere sottoposto a lucidatura,
durante la quale il
riso viene levigato ed oleato con olio di vaselina in speciali
apparecchi ad
elica e si ottiene il riso camolino, ed alla brillatura dove il riso
viene
cosparso di una soluzione chimica di glucosio e di talco. Si ottiene il
riso
brillato, povero, rispetto agli altri, di ferro, calcio e fosforo.
Oggi
macchine sofisticatissime a fotocellula consentono di scartare i
chicchi
anomali, irregolari sia per dimensione, che colore e qualità, in
modo da
ottenere standard qualitativi ed estetici costanti ed elevatissimi.
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