La stalla e l’allevamento di vacche da latte


La razza allevata è la Frisona Italiana Pezzata Nera. I capi sono cosě suddivisi:

15% vitelle (da 7gg a 6 mesi)
15% manzette (da 6 a 12 mesi)
15% manze (da 12 mesi al primo parto)
55% vacche, di cui il 80% in produzione e il 20% in asciutta.
Circa il 55% dei vitelli nati č di sesso maschile. Tali capi rimangono in azienda non piů di una settimana dopo il parto, per poi essere venduti. Le vitelle nate vengono per l'80% utilizzate per la rimonta, le rimanenti vengono scartate quando figlie di vacche scarsamente produttive e quindi vengono vendute entro i sette giorni. Vengono quindi tenute in azienda le vitelle sane, con alta linea genealogica.


    Il parto e le prime cure
Durante il parto le vacche vengono generalmente assistite da una persona.
Subito dopo la nascita, il vitello viene liberato dalle mucosità che ostruiscono la bocca e le narici. Si strofina il neonato con la paglia per riattivare la respirazione e si disinfetta il cordone ombelicale con tintura di iodio, per evitare pericolose infezioni.
Il giorno dopo la nascita, il vitello viene trasferito in un box singolo, con lettiera di paglia, che viene sostituita tutti i giorni.
Ad ogni vitellina vengono applicati, sulle orecchie, due cartellini, indicanti il numero di matricola, che identifica in modo univoco e permanente l’animale, e il numero aziendale.
A 50-60 giorni dalla nascita, le vitelle vengono messe in box multipli, differenziandole in base al peso. Le vitelle rimangono in tali box fino al 4° mese; in seguito le vitelle vengono trasferite nella stalla adiacente.

     Manzette

Restano nella stalla apposita fino a 12-13 mesi di età. La lettiera della stalla viene pulita una volta la settimana; le deiezioni vengono accumulate in letamaia e vengono poi distribuite sui terreni dell’azienda durante l’inverno e all’inizio della primavera.
 
    Manze
All’anno compiuto, quindi, le manzette vengono poste in un'altra stalla e al compimento del 18° mese, quando raggiungono il peso di circa 400 kg,  vengono fecondate. Le manze gravide (giovenche) vengono portate in una piccola stalla insieme alle vacche in asciutta per poi essere riportate dopo i nove mesi di gestazione nella stalla centrale 15 giorni prima della data presunta del parto.
Le vacche e le giovenche che hanno partorito rimangono poi per 1 giorno in un recinto attiguo a quello adibito a parto; vengono poi spostate e messe insieme alle vacche del gruppo “post-parto”.

    Vacche

Esistono tre gruppi di produzione: un primo, che comprende circa 70 capi, che produce più di 35 litri al giorno di media, ed un secondo gruppo, di circa 50 capi, che ne producono meno, circa 23. In aggiunta a questi ne e’ stato creato un terzo per quelle sotto antibiotico, deboli o che hanno appena partorito.
Mediamente le vacche raggiungono i 5 anni di età, con una carriera produttiva di 2-3 lattazioni.
Se una vacca è poco produttiva o ha problemi ricorrenti, viene rimpiazzata  prima.
La rimonta è interna; vengono sostituite circa 50 vacche l’anno, con una quota di rimonta del 33%.

    La riproduzione
La riproduzione avviene mediante fecondazione artificiale ed è effettuata sotto stretto controllo del veterinario dell’azienda.
L’intervento viene eseguito alla comparsa del primo calore utile, dopo 70 giorni dal parto, solitamente tra l’80°  ed il 90° giorno da esso.
La scelta del seme riproduttore viene effettuata con l’ausilio del piano di accoppiamento elaborato dall’ANAFI (Associazione Nazionale Frisona Italiana)  che considera in particolare 3 caratteri:
- titoli del latte;
- morfologia della mammella;
- forza sugli arti.
Il seme è contenuto in paillettes, cannucce in cloruro di polivinile lunghe 133 mm, con una capacità di 0,5 ml; vengono stoccate in bicchierini di plastica (gobelets), posti nel contenitore criobiologico contenente azoto liquido, in appositi cestelli.

 

    L’alimentazione

Al vitellino, entro le prime due ore dalla nascita, vengono somministrati 2 litri di colostro (latte contenente le proteine immunitarie che viene prodotto dalla vacca nei primi giorni di vita del vitello), e altri due dopo dieci ore.

Dal 2° al 6° giorno esso viene alimentato a colostro. Il 7° giorno si passa a 5 litri di latte, suddiviso in due pasti; dal 7° al 14° 6 litri, e dal 14° si inizia con il mangime per lo svezzamento e del buon fieno di prato polifita.
Successivamente, dal 36° al 42° giorno, si inizia ad aumentare la quantità di mangime e diminuire quella di latte; in particolare la razione è così composta: 5 litri di latte ricostituito, 1 litro di acqua, 1 Kg di mangime per lo svezzamento e fieno di prato polifita.
Poi, fino al 70° giorno di vita, diminuisce progressivamente la quota di latte e aumenta quella di fieno e mangime. Dopo il 70° giorno il vitello è svezzato.
I vitelli svezzati e le manzette ricevono la stessa miscela di alimenti data alle vacche in lattazione, con un rapporto di 1 a 4 (una razione per quattro manzette)
Le manze e le giovenche ricevono una razione alimentare che contiene insilato di mais e fieno polifita.
Le vacche in produzione, invece, hanno una razione composta da silomais, fieno medica, mangimi preconfezionati e mais schiacciato.
Le vacche in asciutta sono quelle cui mancano due mesi al parto. La tecnica dell’”asciugatura” varia a seconda della produzione giornaliera della vacca stessa. Se la vacca ha una bassa produzione (inferiore a 15/18 l al giorno) si interrompe bruscamente la mungitura. Se invece produce ancora oltre 20 litri al giorno, viene munta una volta al giorno per quattro giorni, ed al quinto la mungitura viene interrotta, in quanto la produzione di latte crolla, a causa della dieta, costituita da sola paglia e fieno.
Nella fase di asciugatura, infatti, si somministra solo paglia e fieno per bloccare la produzione di latte.


Preparazione e somministrazione degli alimenti

1. Latte ricostituito
Viene preparato ogni mattina da un mungitore; con una paletta si preleva il latte in polvere, contenuto in appositi bidoni, e lo si stempera in acqua tiepida. Viene quindi versato in secchi con una apposita tettarella. Il tutto viene lavato al termine della suzione.

2. Unifeed
Si tratta di un sistema di alimentazione effettuato con il supporto di un carro semovente dotato di un sistema elettronico di pesatura, per il prelievo, la miscelazione e la distribuzione della razione. Si carica prima il fieno, poi i mangimi e quindi il silomais. L’operazione dura in tutto circa tre ore, e questo lavoro viene eseguito tutte le mattine, a partire dalle ore otto.

Gli alimenti

Il silomais viene prodotto in azienda, il fieno di erba medica viene in genere acquistato, ed il fieno di prato polifita proviene da una azienda limitrofa.

 

La mungitura

Vengono eseguite due mungiture al giorno, la prima alle 4.30 e la seconda alle 16.00. La produzione giornaliera è di circa 35 q.li. La produzione media annuale per vacca, considerando una lattazione di 305 giorni, è di 85 q.li. Il latte viene venduto alla cooperativa agricola e casearia “Santangiolina”; il ritiro avviene ogni mattina alle ore 8.00.

 

La sala di mungitura

E’ di tipo “California”, secondo un modulo a “spina di pesce”. Ha postazioni fisse su due lati, con sette comparti per lato. Questi sono muniti di vasi misuratori, dispositivi automatici di rimozione e sgocciolatura dei prendicapezzoli. Gli animali vengono posti con un angolo di 30° rispetto al corridoio centrale, largo due metri, dove opera il mungitore.
L’adiacente stanza del latte è pavimentata e ben aerata; contiene un refrigeratore in acciaio inox, con una capacità di 4000 litri, a raffreddamento diretto.
Ogni mungitura dura circa 3 ore, ed il tempo impiegato per mungere una vacca varia dai 7 ai 10 minuti.


IL LATTE “MIRASOLE”
   

I titoli del latte:

Grasso: 3,7 (gr/100 ml)
Proteine: 3,3 (gr/100 ml)
Cellule somatiche: 200.000

Il latte dell’Azienda Agricola Mirasole rispetta determinati paramentri di qualità, tanto da venir riconosciuto con un premio supplementare di produzione.
Dal 2001, inoltre, l’Azienda Agricola Mirasole sta portando avanti un progetto di alta qualità certificata, che oltre a tenere in considerazione i parametri qualitativi del prodotto latte, certifica anche i suoi processi produttivi di filiera.

 

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